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Piazza RosminiRovereto è una città di circa 37 mila abitanti, secondo comune della provincia di Trento per popolazione dopo il capoluogo. Rappresenta il principale centro della Vallagarina, ampia vallata percorsa dal fiume Adige, che in questo tratto scorre da nord verso sud in direzione di Verona. Visitando Rovereto si è colpiti dalla mescolanza di pittoreschi elementi veneziani e sobrie architetture d'impronta austriaca. Palazzetti nobiliari, portici, tortuose vie medievali e un'ampia strada settecentesca ne fanno una delle più piacevoli città dell'Italia Settentrionale. Meritata è la fama di Rovereto come centro di cultura e arte. Fondata nel Medioevo come Roboretum, la città crebbe prima sotto il dominio dei Castelbarco, poi di Venezia, che la controllò dal 1416 al 1509. Porta della Serenissima verso l'Europa, si specializzò nell'allevamento del baco da seta e nella filatura. Il domIl Castelloinio asburgico coincise con un grande fervore artistico: nel 1750 vi nacque l'Accademia degli Agiati e pochi anni dopo Mozart vi tenne i suoi primi due concerti in Italia. Il Museo Civico, fondato un secolo più tardi (è tra i primi in Italia), espone raccolte numismatiche, archeologiche, di scienze della terra e paleontologia. Protagonisti di questa stagione intellettuale e artistica furono personalità come Antonio Rosmini (1797-1855), sacerdote, educatore e filosofo; l'archeologo Paolo Orsi (1859-1935) e il musicista Riccardo Zandonai (1833-1944). Duramente colpita dai bombardamenti della Grande Guerra, Rovereto si ricongiunse politicamente all'Italia nel 1918. L'asse principale del suo impianto urbano è corso Rosmini, che collega la stazione ferroviaria a piazza Rosmini. Il corso, così come la piazza, è dedicato al già citato filosofo Il Martcittadino, il quale nacque nell'omonima casa, posta a lato dell'arteria, di fronte alla quale si trova un emiciclo contenente un monumento che lo raffigura. Da piazza Rosmini si entra nel centro storico: lungo la via della Terra si trovano la chiesa di San Marco, fondata nel XV secolo e dall'interno barocco, e la Casa-Museo Fortunato Depero, in un palazzo il cui allestimento fu progettato dall'artista stesso, celebre esponente del Futurismo. Vi sono esposte opere di tutti i periodi della sua attività: non solo pittorica, ma anche relativa al teatro, alla pubblicità e alle arti applicate. Proseguendo in discesa si sbocca in Piazza del Podestà, e si ha sulla destra il lungo fronte del Palazzo Pretorio, sede del municipio, costruito a partire dal 1417 e rimaneggiato nel XVI secolo (finestre) e nel XVIII (portale d'ingresso). Dalla piazza, guardando in alto di fronte al comune, si scorge il Castello, verso cui si arrampica una bella stradaLa Campana dei Caduti gradonata. Il suo aspetto risale al periodo della dominazione veneziana (fu la Serenissima a conferirgli la pianta poligonale e a costruirne i torrioni e lo sperone), furono i Castelbarco a fondarlo, riutilizzando una fortificazione del XII secolo. All'interno, plastici sulle operazioni belliche, armi da sparo, cannoni e cimeli compongono dal 1921 il Museo della Guerra. Dopo aver fatto ritorno in Piazza Rosmini, s'imbocca il cosiddetto "corso nuovo", o corso Bettini, cui i palazzi neoclassici conferiscono un aspetto sobrio ed elegante. Sul lato sinistro del corso si incontrano il teatro comunale Riccardo Zandonai, inaugurato nel 1784 e restaurato più volte. Segue palazzo Piomarta, detto della pubblica istruzione, sede principale del polo cittadino dell'Università di Trento. Il corso prosegue fino ai giardini pubblici intitolati a Giorgio Perlasca, il commerciante veneto che, durante la seconda guerra mondiale, salvò dalla deportazione Castel Dantemigliaia di ebrei ungheresi fornendo loro passaporti falsi. Sul lato opposto di corso Bettini, si trova il nuovo e grandioso Polo culturale e museale di Rovereto. Costruito su progetto di Mario Botta e Giulio Andreolli, è sicuramente la maggiore opera architettonica deli ultimi decenni in Trentino. L'edificio, è stretto tra due palazzi - Alberti e del Grano - e si apre al fondo di una breve strada di accesso. Lo precede un'ampia piazza centrale, utilizzata per spettacoli e rappresentazioni di vario genere. La parte principale del complesso è occupata dal Museo d'Arte Moderna e Contemporanea (MART), contiguo al quale si apre un auditorium di 460 posti. Il polo ospita infine la nuova ala della Biblioteca civica, caratterizzata da un grande lucernario piramidale. Sulla collina cittadina si ergono almeno un paio di monumenti degni di nota: il primo è il Sacrario dei Caduti di Castel Dante, anche noto come Ossario, una costruzione cilindrica edificata nel 1936 che contiene le spoglie di 12.000 soldati italiani e austroungarici caduti sul fronte italiano durante la Prima Guerra Mondiale; il secondo è la campana dei Caduti, che ogni sera batte cento rintocchi in memoria delle vittime di tutte le guerre. Ricavata dalla fusione del bronzo di diversi cannoni appartenenti a tutti i paesi partecipanti alla Grande Guerra, con un'altezza di 3,40 m, un diametro di 3,20 m e un peso di 226 q, è in assoluto la più grande campana al mondo.